L’uomo che piantava gli alberi

L’uomo che piantava gli alberi è un racconto di Jean Giono, pubblicato nel 1953, di cui è stato realizzzato un video-animazione. Il protagonista del filmato cammina per le colline della Provenza, fino a quando il verde della vegetazione lascia il passo al marron di un deserto senza alberi, dove i pochissimi abitanti sono poveri e infelici. Il protagonista, alla ricerca di un po’ d’acqua incontra un pastore solitario, estremamente silenzioso, che lo accoglie in casa sua lo sfama, lo disseta e lo ospita rigorosamente in silenzio.

Il pastore raccoglie ghiande e, dopo una accurata selezione, le pianta. Tutti i giorni mentre il gregge è al pascolo pianta con un ferro cento semini sul terreno. Fa tanti esperimenti per verificare che i tipi di alberi siano adatti al terreno. Di tutte le ghiande che pianta poche sopravvivono. In seguito il protagonista si arruola per partecipare alla prima guerra mondiale. Al termine della guerra va a fare visita al pastore e lo trova in perfetta forma; ma non alleva più le pecore perchè queste mangiavano le piantine appena nate. Ora fa l’apicoltore, cosi le api insieme alle piante costituiscono la chiave per una vegetazione forte e sana. Scoppia un’altra guerra, aumenta il bisogno di legname e una parte delle piante viene tagliata. Il pastore continua a  svolgere, instancabile, il suo lavoro da un’altra parte. Grazie al lavoro costante del pastore in quei luoghi crebbe una foresta fitta e rigogliosa che impressionò tutti i cittadini e gli studiosi della Francia. Una delegazione di studiosi volle salvaguardare la zona che ai loro occhi era rinata incomprensibilmente con piante, fiori, alberi e tanta acqua. Nessuno sapeva che questo fenomeno era opera del semplice pastore Elzeard. Nel corso degli anni in quella zona ci fu una lenta ripresa di molte forme di vita e venne frequentata da molte persone di ogni età. Questo fenomeno era dovuto all’opera di un uomo molto paziente che in assoluto silenzio aveva dedicato la sua vita alla Ricrescita, alla Rinascita di una zona da molti considerata un deserto. Questo ci insegna a rivalutare ogni singola nostra azione, perciò dobbiamo impegnarci a costruire un mondo migliore.

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